Devictus vincit

1948-1956
 
Dio è il Padre del Signore nostro Gesù Cristo che ti volle sublimare fino alla dignità del pontificato nuziale. Egli stesso ti cosparga col crisma e con il cuore dell'unzione mistica e ti renda fecondo con la fecondità della † benedizione.
 
(Dal rito dell'ordinazione episcopale)

«Eccomi adesso a cinquant'anni, con un'educazione e dei principi solidi. Tale educazione e principi appartengono alla vita di una persona come un binario fissato nel profondo della terra. Questo binario regge e spiega molte cose.
Rendo grazie a Dio per non aver perso la buona intenzione durante la mia vita.
Dopo il crollo seguito alla Seconda guerra mondiale mi toccò svolgere un ruolo difficile nella storia: quello di proclamare la luce e la carità del Vangelo che uniscono le persone.
Stamattina mi è venuta in mente questa preghiera: Da pacem Domine in diebus nostris, in diebus istis! – Signore, dacci la pace in questi giorni! È interessante che quest'antica preghiera non parli del futuro prossimo o più remoto, ma di questi giorni. Ho chiesto questa pace per la mia Chiesa, l'amore della quale l'ho portato fin qua. Questa è la pace che ho chiesto per lo Stato ungherese al quale sono sempre stato obbediente e chiedo questa pace anche per la mia anima.» (L'ultima parola di József Mindszenty durante il processo farsa)

«Si dicono molte bugie nel mondo, ma i defunti no. Essi invece ci dicono con massima chiarezza: Vivete in quanto individui, famiglie e nazione secondo ciò in cui abbiamo creduto e ci siamo salvati grazie alla misericordia di Dio.» (József Mindszenty)

«L'ideale della libertà non può mai diventare antiquato dato che, per volontà divina, è insito nella natura umana.» (József Mindszenty)

«Nonostante tutto ciò che è successo, nonostante tutte le difficoltà, le iniquità e le ingiustizie, non portiamo nel nostro cuore il desiderio di vendetta o disperazione. Abbattiamo le mura con preghiera e pazienza.» (József Mindszenty)

„Bármi is történt, nehézségek, jogtalanság és igazságtalanság, ne hordjuk szívükben a bosszú és elkeseredettség érzését. Imádsággal, türelemmel bontsuk le a falakat.” (Mindszenty József)

 

 

«Mindszenty is Hungary and Hungary is Mindszenty.» (Mindszenty è l'Ungheria e l'Ungheria è Mindszenty – scrisse l'arcivescovo di San Francisco)