L'ospite illustre

 

Non si può scrivere la storia della Chiesa del XX secolo senza un libro: le Memorie del cardinale Mindszenty, pubblicato nel 1974. Questo libro di cinquecento pagine è frutto di un lavoro intenso. Nel libro l'autore non accusa nessuno, ma scrive semplicemente la realtà vissuta per risvegliare l'opinione pubblica del mondo ed avvertirla della natura antireligiosa ed antiumana del comunismo e delle sofferenze del popolo ungherese. Il libro non è soltanto immensamente interessante, ma è anche pieno di una sincera speranza e una fiducia profonda e vissuta in Dio.

Il 26 aprile 1975, alla fine del suo ultimo viaggio pastorale, nell'America del Sud, l'arcivescovo di Bogotà prese commiato da lui con queste parole: «Rimani sempre così giovane!» Il cardinale Mindszenty rispose con le parole latine di una vecchia canzone studentesca: «Gaudeamus igitur juvenes dum sumus! Allora rallegriamoci finché siamo giovani!» Però, quando ritornò a Vienna, era già malato. L'operazione realizzata nell'ospedale della Misericordia riuscì, ma il suo cuore stremato non ce la fece. Nel primo pomeriggio del 6 maggio 1975 la radio di Vienna interruppe la sua trasmissione per comunicare la notizia della scomparsa dell'ospite illustre della capitale austriaca.

Il cardinale-arcivescovo Franz König celebrò la messa esequiale nella cattedrale di Vienna. Nella sua omelia dichiarò che il cardinale Mindszenty fu un martire «che aveva sopportato tutte le sofferenze fisiche e spirituali con una resistenza ammirabile ed era rimasto fedele alla sua Chiesa e al suo popolo fino alla morte.» (Citato in István MÉSZÁROS, „Állok Istenért, egyházért, hazáért”, p. 212.) Il feretro fu decorato con una sola corona funebre con l'iscrizione: «Dal tuo popolo ungherese con gratitudine!»

A kommunizmus bukását kísérő újratemetések sorából kiemelkedő jelentőségre tett szert a hercegprímás érckoporsójának hazaszállítása, és 1991. május 4-én a Prímási Bazilika érseki sírboltjában történt eltemetése.

Il cardinale Mindszenty fu sepolto a Mariazell il 15 maggio 1975. Secondo il suo testamento, le sue spoglie non potevano tornare in Ungheria finché la stella dell'ateismo moscovita non fosse caduta dal cielo del Paese e l'ultimo soldato sovietico avesse lasciato la terra ungherese. Nella serie delle traslazioni delle salme di personaggi importanti dopo il crollo del comunismo, una ebbe particolare importanza: la traslazione in Ungheria del feretro del principe primato e la sua sepoltura nel sepolcro degli arcivescovi della basilica primaziale di Esztergom il 4 maggio 1991.