Mindszenty

Il 16 agosto 1991 la prima stazione della visita di Papa Giovanni Paolo II fu Esztergom dove, prima di tutti gli altri eventi, visitò la tomba del principe primate. Sin da allora ogni anno, all'inizio di maggio, molte persone partecipano al pellegrinaggio ormai tradizionale in memoria del cardinale Mindszenty a Esztergom.

La tomba del cardinale, considerato santo quand'era ancora in vita, a Mariazell e in seguito a Esztergom era ed è circondata dai pellegrini. È decorata con fiori, corone e nastri con i colori della bandiera ungherese. Il 31 ottobre 1956 il governo ungherese dichiarò che le accuse formulate contro il cardinale Mindszenty nel 1948 erano state completamente ingiuste e false. Il 18 maggio 1990 la corte ungherese, ormai libera, dichiarò la nullità del processo farsa. Il principe primate è stato completamente riabilitato dal punto di vista legale, morale e politico nel marzo del 2012, secondo la richiesta del cardinale Péter Erdő. Il popolo ungherese lo ricorda come un eroe nazionale.

La sua ampia venerazione si manifesta nel gran numero di strade, piazze e istituzioni che portano il suo nome, sia in Ungheria che in molte città del mondo. Il suo ricordo ha ispirato statue, opere musicali e letterarie. L'evoluzione della venerazione per Mindszenty è stata riassunta da István Mészáros nel suo capolavoro intitolato Un «culto» nel XXI secolo (Egy „kultusz” a XXI. században). Il processo di canonizzazione di József Mindszenty è stato ufficialmente aperto il 19 marzo 1994, festa di san Giuseppe. Dopo la raccolta di migliaia di pagine di fonti storiche, documenti, testimonianze, perizie di storici e teologi, il vescovo competente ha chiuso il processo nel 1996 ed inviato tutta la documentazione all'ufficio della Congregazione delle Cause dei Santi del Vaticano. Attualmente è in corso la valutazione multifase delle evidenze raccolte sulla santità del cardinale confessore a Roma.

 

Se qualcuno pronuncia il nome Mindszenty non si può che pensare al cardinale. Il suo nome divenne come quello dei maggiori perché un cognome senza nome significa una sola persona. E siccome il cardinale gestì bene i valori della sua vita, il suo nome «suona bene». Perciò la sua persona e il suo esempio rimangono sempre attuali. «Se dovessi ricominciare la mia vita, la comincerei come l'ho cominciata. E se ne vedessi chiaramente le conseguenze, farei ugualmente ciò che ho fatto.»