La canonizzazione

Az egri főszékesegyház millenniumi üvegablaka


Durante i processi di canonizzazione, i candidati vengono designati con diversi nomi. Già nel decreto del Vescovo, che ordina l'inizio dell'inchiesta, il candidato viene chiamato Servo di Dio, se è un maschio, e Serva di Dio se è una femmina. Al riconoscere la santità o il martirio del candidato, il Papa parla del Venerabile Servo (Serva) di Dio. Il titolo di Venerabile viene usato fino alla beatificazione. 

A vatikáni Szent Péter tér II. János Pál pápa boldoggá avatásán (2011. május 1.)

I Beati vengono chiamati Santi dopo la canonizzazione, dopo che il Papa ha ordinato la loro iscrizione nell'Albo dei Santi. Il Vescovo competente, a seconda del luogo della morte del candidato, può iniziare l'inchiesta per la canonizzazione non prima di cinque anni dalla morte del candidato. Soltanto il Papa può dispensare da questa regola. Una condizione imprescindibile per l'inizio del processo è la certezza morale della santità o del martirio del candidato che deve essere fornita dal maggior numero possibile di fedeli che lo hanno conosciuto personalmente o ne hanno sentito parlare.

 

 

Az eljárás egyházmegyei részének négy fontosabb állomása vanL'inchiesta diocesana è composta da quattro fasi principali:

  1. La fase preliminare della causa: i compiti relativi all'inizio del processo;

  2. La raccolta di prove e documenti scritti;

  3. L'escussione dei testi;

  4. La chiusura dell'inchiesta e l'invio degli atti a Roma.

 

Az eljárás római szakaszának állomásaiLe fasi principali della fase romana del processo:

  1. Fase preliminare: compiti relativi alla ricezione degli atti e all'esame formale del processo diocesano;

  2. L'esame del contenuto (completamento) degli atti e l'elaborazione del dossier della sintesi della causa (la stesura della cosiddetta «Positio»);

  3. La valutazione della «Positio» (decisioni dei Consultori storici, teologi e della Congregazione);

  4. Decisioni del Papa (sulla santità o sul martirio del candidato e sui miracoli).

La santità (o il martirio) del candidato ed i miracoli attribuitigli devono essere esaminati in due processi separati, ma entrambi hanno la stessa struttura fondamentale. Adesso vedremo i dettagli del processo di canonizzazione.

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L'inchiesta diocesana

1. La fase preliminare del processo: i compiti relativi all'inizio del processo

XVI. Benedek pápa szentté avatást végez (Róma, 2012. október 21.)Nella Chiesa Cattolica qualsiasi persona può costituirsi attore di un processo di canonizzazione: un ordine religioso, un'associazione, un istituto, una comunità o una persona fisica ma anche il Vescovo ex officio. La promozione di una causa comporta una responsabilità sia morale che finanziaria. La sua condizione morale è la certezza sulla santità o sul martirio del candidato, e la sua condizione finanziaria è l’impegno a coprire i costi del processo. Con la necessaria approvazione del Vescovo competente il promotore (ufficialmente chiamato attore) nomina un Postulatore per rappresentare la causa.

Al Vescovo compete di investigare sull'esistenza di una diffusa e viva fama di santità o di martirio del candidato, di segni e miracoli attribuiti alla sua intercessione tra i fedeli. Il libello di domanda che il Postulatore deve presentare deve documentare tutto ciò. La richiesta del Postulatore tocca inoltre l'importanza pastorale della causa, presenta la vita del candidato e propone i testi da escutere.

Il responsabile principale del processo diocesano è il Vescovo; senza il suo decreto scritto nessun processo di canonizzazione può essere iniziato. Al Vescovo compete di assicurare la raccolta di tutte le fonti scritte rilevanti nelle cosiddette cause antiche o di tutte le testimonianze orali e dei documenti rilevanti nelle cause recenti. L'obiettivo è l'elaborazione della documentazione più completa possibile e l'esame approfondito delle circostanze dei presunti miracoli ricevuti.

Prima che il Vescovo prenda una decisione sull'inizio del processo, deve consultare gli ordinari delle diocesi circostanti (i vescovi d'Ungheria e dei paesi piccoli e medi vicini devono consultare l'intera conferenza episcopale). Ciò è necessario per confermare l'importanza pastorale della causa e per assicurare che essa non si limiti a una comunità stretta, dato che il fine ultimo di tutti i processi è la canonizzazione. In seguito il Vescovo pubblica il libello del Postulatore ed informa Roma dell'intenzione di iniziare il processo, a cui la Santa Sede risponde con la cosiddetta «nihil obstat» segnalando che «nulla osta» alla causa.

Il processo viene iniziato per mezzo di un decreto del Vescovo, nel quale il Vescovo nomina gli Officiali dell'inchiesta ed erige il tribunale di canonizzazione. I tre membri sono il Delegato Episcopale (giudice delegato), il pubblico ministero (Promotore di Giustizia) e il Notaio. Qualora il processo non si svolga in una delle lingue ammesse presso la Congregazione, si deve nominare un traduttore che traduce l'intera documentazione in una lingua ammessa (di solito all'italiano). Agli esperti teologi e storici compete di raccogliere e valutare le fonti ed i documenti scritti, mentre i periti medici (o i periti tecnici – teorici o pratici – di altri ambiti) sono responsabili dell'esame scientifico dei miracoli. Ogni Officiale deve giurare di adempiere fedelmente al proprio incarico e di mantenere il segreto d'ufficio.


 

2. La raccolta di prove e documenti scritti

I Censori teologi hanno come compito indipendente quello di esaminare gli scritti pubblicati del Servo di Dio e verificare che non vi sia qualcosa di contrario alla fede cattolica e ai buoni costumi. Attraverso di essi esaminano e valutano la personalità e la spiritualità del Servo di Dio. La commissione dei periti storici viene composta di un minimo di tre persone. Nelle cosiddette cause antiche la relazione dei periti storici ed i documenti collegati costituiscono il principale materiale probatorio a favore della santità o del martirio del candidato.
 


3. L'escussione dei testi

 

La prima sessione del tribunale può aver luogo dopo la raccolta di prove e documenti scritti. La prima e l'ultima sessione possono essere aperte al pubblico e celebrate in un solenne contesto liturgico, dando così un carattere di preghiera all'apertura e alla chiusura del processo. Non ci sono requisiti specifici riguardo il numero dei testi, ma si devono escutere tutti i testimoni oculari che dispongono di informazioni di merito.



 

4. La chiusura dell'inchiesta e l'invio degli atti a Roma

 A vizsgálat lezárása és az akták Rómába juttatásaGli atti originali dell'inchiesta vengono chiamati l'Archetipo, mentre la copia conforme agli atti originali viene chiamata il Transunto. La fotocopia del Transunto con il timbro e le sigle del Notaio apposti su ciascuna pagina viene chiamata Copia Pubblica (Exemplar Publicum). I plichi degli atti originali e delle copie vengono solennemente chiusi nella Sessione di chiusura; in seguito gli atti originali ed una copia degli atti tradotti vengono sigillati e portati all'archivio della diocesi, e le copie richieste sono inviate a Roma. Con questo termina il processo diocesano.

 

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La valutazione a Roma

Brenner János szenttéavatási eljárásának vizsgálati anyaga

La Congregazione delle Cause dei Santi valuta tutto il materiale ricevuto in un processo diviso in quattro fasi, come quello diocesano, e se ritenuto necessario, richiede o conduce ulteriori investigazioni. L'obiettivo principale di ogni causa di canonizzazione è quello di conoscere la verità completa perché il Papa, in quanto giudice supremo, in base all'opinione presentatagli dalla Congregazione, possa prendere una decisione ponderata sulla santità o sul martirio, sui miracoli richiesti e sulla beatificazione o canonizzazione del candidato.

 

1. Fase preliminare: compiti relativi alla ricezione degli atti e all'esame formale del processo diocesano

Il promotore della causa in quanto attore rimane lo stesso, ma deve nominare un nuovo postulatore per la fase romana, un postulatore che è residente nella Città Eterna ed è disponibile per la Congregazione in qualsiasi momento. È lui che deve chiedere la ricezione della documentazione dell'inchiesta e l'apertura ufficiale degli atti sigillati del processo diocesano. Dopo l'esame formale e l'eventuale completamento della documentazione il Congresso ordinario della Congregazione riconosce la legittimità dell'inchiesta diocesana per mezzo di un decreto separato.
 

II. János Pál pápa ún. Positio-jának jelképes átadása (2008)2. L'esame del contenuto (completamento) degli atti e la preparazione del dossier della sintesi della causa (la stesura della cosiddetta «Positio»)

A Roma spetta al Relatore coordinare il lavoro degli storici ed assicurare che la Positio, cioè la sintesi fatta a Roma della documentazione dell'inchiesta diocesana, contenga tutto ciò che è indispensabile perché la Congregazione possa valutarla e prendere una decisione in modo fondato. Il nome della «Positio» deriva dal fatto che è di misura più piccola degli atti composti di centinaia o migliaia di pagine (che possono essere conservati soltanto in scatole) e perciò può essere posta sul tavolo.
 

3. La valutazione della «Positio» (decisioni dei Consultori storici, teologi e della Congregazione)

In tutte le cause antiche e nelle cause nuove per le quali la Congregazione lo ritiene necessario, la Positio viene valutata prima dai Consultori storici che esprimono il loro voto scritto e lo allegano alla Positio. Poi segue la discussione nel cosiddetto congresso specifico, nel corso del quale, otto teologi prendono una decisione a maggioranza qualificata sulla fondatezza della fama di santità o martirio e sulla dimostrazione dell'eroicità delle virtù o del martirio. 

Angelo Amato bíboros, a Szenttéavatási Kongregáció prefektusa
 

Questi sono i due punti principali di ogni processo di canonizzazione. I Consultori teologi esprimono il loro voto in dettaglio e per iscritto perché il Promotore della fede (previamente chiamato «l'avvocato del diavolo») possa presentare la documentazione peritale più dettagliata possibile al Congresso ordinario dei Padri Cardinali e Vescovi della Congregazione. Prima della sessione il Cardinale Prefetto nomina un cardinale ponente come relatore della causa e gli altri prelati della Congregazione esprimono il loro parere per mezzo della votazione. Nel corso della sessione la Congregazione elabora il suo parere definitivo da riferire al Papa.
 


4. Decisioni del Papa

A Szentatya elé a Kongregáció bíboros prefektusa terjeszti a kivizsgált ügyeket

Al Cardinale Prefetto della Congregazione compete di riferire al Santo Padre le cause esaminate: la santità o il martirio del Servo di Dio e il miracolo attribuito all'intercessione del Venerabile Servo di Dio o del Beato. All'udienza privata il Cardinale Prefetto presenta al Santo Padre una lettera di udienza, nella quale riassume l'intero processo. Tale richiesta viene composta dalle seguenti parti: 1. i dati e le circostanze più rilevanti della vita e dell'attività o del martirio del Servo di Dio; 2. un breve rapporto riassuntivo su ciascuna fase del processo; 3. la richiesta ufficiale del Cardinale Prefetto nella quale chiede al Papa di accettare il parere del Congresso ordinario della Congregazione e di ordinare la promulgazione del decreto della Congregazione che proclama la decisione positiva del Papa.

II. János Pál pápa boldoggá avatása (2011. május 1.)

 

Nei processi riguardanti i martiri la loro beatificazione non richiede alcun miracolo, mentre nei processi di confessori della fede l'inchiesta sul miracolo presunto può cominciare dopo che il Papa abbia riconosciuto la santità del candidato. Non si può iniziare l'inchiesta sul miracolo prima della decisione papale. Si può procedere alla beatificazione dei confessori della fede dopo l'inchiesta sul miracolo e il suo riconoscimento dal Papa.

 

 

Ecco la formula pontificia tradizionale della beatificazione:

XVI. Benedek pápa szentté avatást végez (Róma, 2011. október 23.)

Noi, accogliendo il desiderio del nostro fratello N, di molti altri Fratelli nell'Episcopato e di molti fedeli, dopo aver avuto il parere della Congregazione delle Cause dei Santi, concediamo, con la nostra Autorità Apostolica, che il Venerabile Servo di Dio N, d'ora in poi possa essere chiamato Beato, e che si possa celebrare la sua festa nei luoghi e secondo le regole stabilite dal diritto, ogni anno, nel giorno della sua nascita al cielo: il (la data). Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.


La Congregazione esamina la santità o il martirio soltanto prima della beatificazione, prima della canonizzazione no. Per quanto riguarda i martiri e i confessori della fede per procedere alla canonizzazione è sufficiente un miracolo riconosciuto insieme al completamento della venerazione del beato, il tutto dopo la beatificazione.


 

Ecco la formula pontificia tradizionale della canonizzazione:

XVI. Benedek pápa szentté avatást végez (Róma, 2012. október 21.)

Ad onore della Santissima Trinità, per l’esaltazione della fede cattolica e l’incremento della vita cristiana, con l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dopo aver lungamente riflettuto, invocato più volte l’aiuto divino e ascoltato il parere di molti Nostri Fratelli nell’Episcopato, dichiariamo e definiamo Santo il Beato N e lo iscriviamo nell’Albo dei Santi e stabiliamo che in tutta la Chiesa esso sia devotamente onorato tra i Santi. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

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