BEATA SÁRA SALKAHÁZI

Vergine e martire, Suora dell'Assistenza

Memoria ufficiale: 11 maggio

Sára Salkaházi (nome di nascita: Schalkház) nacque l'11 maggio 1899 a Košice e lì studiò fino a ottenere il diploma di maestra. Dopo il trattato di pace di Trianon dovette lasciare il suo lavoro d'insegnante perché rifiutò di giurare fedeltà al governo cecoslovacco, perciò studiò legatoria di libri e cominciò a lavorare come rilegatore assistente. Presto venne coinvolta nella vita letteraria dell'epoca. Nel 1919 cominciò a pubblicare i suoi scritti sui giornali di Košice e, in seguito, nel Giornale Ungherese di Praga. Nei suoi articoli descriveva gli avvenimenti di una vita in minoranza e incoraggiava tutti alla fedeltà. Dal 1926 fu redattrice del giornale del Partito Sociale Cristiano della Cecoslovacchia (chiamato A NÉP, cioè IL POPOLO) e del giornale chiamato La Donna Cattolica (Katholikus Nő). In quell'anno venne pubblicata la sua prima novella dal titolo Il flauto dolce nero (Fekete furulya).

Nel 1929 entrò nella società delle Suore dell'Assistenza. Promosse la missione della società attraverso la sua attività varia: organizzò l'Associazione delle Donne Cattoliche della Cecoslovacchia, un'associazione fatta dalle donne rappresentanti la minoranza ungherese; tenne conferenze e diversi corsi per ragazze e donne e si dedicò attivamente alla beneficenza. Il suo motto era: «Una suora dell'assistenza è una fiaccola. Dobbiamo illuminare il cammino che porta la gente a Dio. Devo ardere!» Nel suo poco tempo libero continuava a pubblicare articoli in diversi giornali. Le sue leggende, che avevano come protagonista Cristo, vennero pubblicate dopo la sua morte con il titolo Canto e sospiro (Ének és sóhaj).

Prese il voto perpetuo durante la Pentecoste del 1940. Il motto della sua vita religiosa era: «Alleluia! Ecce ego, mitte me!» (Eccomi, manda me!) Dopo l'arbitrato di Vienna lavorò nel sociale nella Rutenia subcarpatica. Dal 1941 fu direttrice centrale dell'Associazione delle Ragazze e Donne Lavoratrici Cattoliche. Nell'Ungheria belligerante ed esposta al flusso libero delle idee nazionalsocialiste, Suor Sára non solo proclamò i principi cristiani, ma nel 1943, con il permesso delle superiori, offrì la sua vita «in caso cominciasse la persecuzione della Chiesa, della Società e delle suore».

Dopo l'occupazione tedesca le case delle Suore dell'Assistenza si riempirono di profughi: le suore ricoverarono quasi mille persone perseguitate per essere ebree, dandogli documenti falsi. Anche la casa diretta da Suor Sára in via Bokréta servì come rifugio per molti. Il 27 dicembre 1944 le Croci frecciate circondarono la casa e trascinarono varie persone di presunta origine ebrea e con loro Suor Sára e la catechista Vilma Bernovits. Tutti vennero fucilati sulla riva di Pest del Danubio, sotto il ponte della Libertà, e i corpi furono gettati nel fiume.

Il martirio di Suor Sára fu evidente già dall'inizio: varie persone la videro mentre veniva trascinata e c'erano vari testimoni anche della sua morte: «Prima della salva sulla riva del Danubio una donna bassa di capelli neri corti si rivolse, con una serenità inesplicabile, verso coloro che stavano per giustiziarla, poi s'inginocchiò e fece il segno della Croce con gli occhi fissati sul cielo.» In seguito, l'ordine rese pubblica l'offerta della sua vita.

Le Suore dell'Assistenza cominciarono a raccogliere i dati sul suo martirio nel 1946, ma tali atti vennero distrutti dopo la deportazione dei religiosi e la statalizzazione delle loro case. Una breve biografia di Suor Sára, compilata da Natália Palágyi SSS e pubblicata nel 1947 dall'Editrice Salesiana, dimostra la raccolta di dati e l'opinione generale sul suo martirio. La pubblicazione contiene anche una petizione di comunicazione delle grazie ricevute per la sua intercessione.

Il processo di canonizzazione è stato avviato nel 1997 e la sua beatificazione dieci anni dopo ha avuto un'importanza straordinaria, essendo il primo evento del genere in Ungheria sin dal 1083. 

Numero di protocollo: 2141

Processo diocesano

Diocesi competente: Arcidiocesi di Esztergom-Budapest
Vescovo competente: Cardinale László Paskai, Cardinale Péter Erdő, primate e arcivescovo
Postulatore: János Szőke SDB
Processo diocesano: 19 gennaio 1997 – 18 maggio 1998

Processo presso la Santa Sede
Postulatore presso la Santa Sede: József Ruppert SchP., Mateusz Pindelskí SchP
Riconoscimento della validità del processo diocesano: 25 febbraio 2000
Riconoscimento papale del martirio: 28 aprile 2006

Beatificazione: 17 settembre 2006, Budapest

Preghiamo per la sua canonizzazione!

Orazione ufficiale della messa (orazione colletta)

O Dio eterno e onnipotente,

Beata Sára, vergine e martire, ti ha dato la sua vita

e tu l'hai coronata con il martirio.

Concedici di annunziare

ai poveri il vangelo della salvezza,

la libertà ai prigionieri,

agli afflitti la gioia.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio,

che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli.

Amen.

 

Si pregano coloro che ottengano grazie attraverso la sua intercessione, di inviarne comunicazione all'indirizzo di sotto:

Ufficio dell'Arcidiocesi di Esztergom-Budapest 1014 Budapest, Úri u. 62.