BEATO ISTVÁN SÁNDOR

Martire, Salesiano
Memoria ufficiale: 8 giugno

István Sándor nacque il 26 ottobre 1914 a Szolnok. Suo padre era impiegato delle ferrovie. Ricevette la sua educazione religiosa in famiglia e nella parrocchia dei Francescani a Szolnok: lì ricevette i sacramenti del battesimo, della prima comunione e della cresima. Fu membro dell'Associazione del Sacro Cuore dei bambini di 6-14 anni, faceva il chierichetto e partecipava agli esercizi spirituali. Compì gli studi presso la scuola media maschile, in seguito presso la Scuola Professionale Reale Ungherese dell'Industria del Legname e Metallurgica, dove imparò il mestiere di tornitore di ferro e lavoratore di rame (1928-1931).

Conobbe don Bosco ed i Salesiani attraverso il Bollettino Salesiano ed altre letture spirituali e riviste pie pubblicate dall'Editrice Don Bosco di Rákospalota. La spiritualità della Congregazione Salesiana ebbe una grande influenza su di lui. Il 12 febbraio 1936 entrò nel Clarisseum, la casa della Congregazione Salesiana a Rákospalota-Újpest. Cominciò a lavorare nella tipografia, era soprintendente degli apprendisti e nella chiesa si occupò dei chierichetti. Presto si sentì a suo agio tra i Salesiani: «gli piacevano i libri, l'altare e l'oratorio». Dimostrò di avere talento nell'organizzazione della comunità, perciò divenne capogruppo dell'Associazione della Gioventù Operaia Cattolica (KIOE).

Cominciò il noviziato il 1 aprile 1938 a Mezőnyárád. Secondo le memorie di un suo compagno «già a quell'epoca si notava che era predestinato all'educazione dei giovani secondo il sistema educativo di don Bosco». Varie volte fu chiamato alle armi. Quei periodi furono per lui come un «esilio spirituale»: gli mancava molto il «giardino del noviziato», la Santa Messa e la comunione quotidiane. Neanche l'ambiente ostile della guerra poté danneggiare la sua spiritualità che si sviluppava senza sosta: «Quando qualche difficoltà o tristezza comincia a prendere possesso di me, sotto la protezione della Madonna corro alle piaghe sante del Signore Gesù e lì trovo la forza», scrisse in una lettera. Prese il primo voto l'8 settembre 1940 per «piantare la bandiera bianca mariana di don Bosco nel maggior numero possibile di anime giovani». Secondo la sua scheda di servizio militare arrivò fino al fronte, prima nel 1941, poi nel 1942-43 quando partecipò alle lotte sulla riva del fiume Don come telefonista. István fece il salesiano anche nella trincea: compì fedelmente i suoi doveri, ma mantenne il raccoglimento e rimase fedele alla sua vocazione. Fu sempre disponibile al colloquio spirituale con i suoi commilitoni. Dopo una breve prigionia ritornò in Ungheria e continuò la sua formazione secondo la spiritualità salesiana. Prese il voto perpetuo il 24 luglio 1946. In seguito continuò il lavoro coi giovani e nella tipografia.

Dopo la dissoluzione degli ordini religiosi lavorò per qualche tempo come sacrestano presso il Clarisseum e a Szolnok, poi ritornò a Budapest dove cominciò a lavorare nella fabbrica di detergenti Persil come manovale sotto il falso nome di István Kiss. Riorganizzò i gruppi proibiti dell'Associazione della Gioventù Operaia Cattolica dai giovani che frequentavano il Clarisseum, s'incontrava spesso con loro e gli dava consigli sulla vita di pietà. Tra quei giovani c'erano alcuni degli alunni dei Salesiani che il nuovo regime considerò buoni operai del partito e li incorporò nell'Autorità per la Protezione dello Stato. Tali contatti e l'attività organizzativa di István Sándor, chiamarono l'attenzione del regime che vigilava i religiosi in modo speciale. I suoi superiori avevano preparato la sua fuga all'estero, ma lui non accettò consapevolmente perché non volle lasciare i suoi allievi.

Fu arrestato il 28 luglio 1952. Durante gli interrogatori fu torturato varie volte. L'udienza giudiziale a porte chiuse cominciò il 28 ottobre 1952: lui era il quarto coimputato nel processo farsa conosciuto come «il processo delle guardie del partito», in cui i quindici coimputati includevano molti dei suoi allievi e fratelli salesiani. Il capo d'accusa principale era: «cospirazione contro lo stato democratico». Con il caso di István Sándor il potere comunista volle trasmettere il seguente messaggio: «mantenete lontana la gente della Chiesa dai giovani operai, soprattutto dai membri armati della dittatura». Il tribunale condannò lui e tre suoi compagni all'impiccagione. La sentenza d'appello confermò la sentenza originale e il tribunale rifiutò tutte le domande di grazia meno una. István Sándor venne impiccato l’8 giugno 1953.

Numero di protocollo: 2758

Processo diocesano: 
Diocesi competente: Arcidiocesi di Esztergom-Budapest
Vescovo competente: Cardinale Péter Erdő, primate e arcivescovo
Postulatore: János Szőke SDB
Processo diocesano: 24 maggio 2006 – 8 dicembre 2007

Processo presso la Santa Sede
Postulatore presso la Santa Sede: Pierluigi Cameroni SDB
Riconoscimento della validità del processo diocesano: 14 novembre 2008
Riconoscimento papale del martirio: 27 marzo 2013

Beatificazione: 19 ottobre 2013, Budapest

Preghiamo per la sua canonizzazione!

Orazione ufficiale della messa (orazione colletta) 

Beato István, ti ringraziamo per la tua testimonianza audace e generosa,

siamo orgogliosi della Chiesa che

è madre di figli come tu.

Ti preghiamo, ottieni per noi la grazia

di vivere la nostra vocazione battesimale con nuovo fervore e

di dedicarci alla nostra missione con allegria ed entusiasmo.

Benedici il tuo paese amato e la Chiesa di Dio in Ungheria.

Intercedi per l'ordine e per tutta la Famiglia Salesiana.

Accompagna i giovani d'oggi con il tuo sorriso e con il tuo esempio.

Amen.

Si pregano coloro che ottengano grazie per la sua intercessione di inviarne comunicazione all'indirizzo di sotto:

Ufficio dell'Arcidiocesi di Esztergom-Budapest
1014 Budapest, Úri u. 62.

Ulteriori informazioni:
http://sandoristvan.hu/
http://www.szaleziak.hu/
http://www.sdb.org/index.php?ids=12&sott=18&detsot=50&ty=2
http://szolkat.hu/?cat=14