SERVO DI DIO («VENERABILE») DIDÁK SÁMUEL KELEMEN

Dies natalis: 21 aprile 1744

Nacque nel 1683 a Baksafalva (oggi chiamato Mereni) in Transilvania e frequentò il liceo dell'Ordine dei frati minori conventuali a Târgu Secuiesc. Conobbe la spiritualità francescana attraverso i suoi insegnanti e decise di chiedere l'ammissione all'ordine, dove ricevette il nome di Didák. Conseguì il titolo di licenza specializzata in teologia presso l'università dell'ordine dei frati minori conventuali a Prešov, nel 1704 prese il voto perpetuo e nel 1708 fu ordinato sacerdote.

Nel 1710 i suoi superiori lo inviarono a Baia Mare e lo incaricarono della direzione del convento della città. Durante la guerra per la libertà, condotta da Ferenc Rákóczi, la città fu esposta a molti eventi, era sempre occupata o assediata da un gruppo o l'altro. Il convento fu messo a ferro e fuoco e Fra Didák vi trovò solo rovine, soldati accampati, religiosi sparsi nella città e la peste. Cominciò il suo ministero come sacerdote religioso tra i malati. Trattava e confortava i malati colpiti dalla peste, li accompagnava verso il loro ultimo viaggio e, quand'era necessario, mendicava per conseguire soldi per loro. Allo stesso tempo unì i religiosi della città e riuscì a recuperare il convento dell'ordine. Dopo aver smesso di essere superiore del convento, chiese permesso di visitare i cattolici dei paesi intorno a Satu Mare perché durante la guerra avevano ricevuto pochissima cura spirituale. Gli abitanti protestanti lo accolsero con ostilità, ma Fra Didák restituì il maltrattamento con mitezza. Nei paesi visitava i più poveri ed i malati, e così conquistò la simpatia di tutti.

Dopo i paesi di Satu Mare, fu trasferito a Nyírbátor dove ricostruì il convento e la chiesa, accanto ai quali costruì una scuola e un istituto educativo. Pochi sanno che lui stesso disegnò il bellissimo altare della Passione, chiamato anche Krucsay, ed altri arredamenti della chiesa. Nel 1717 fu eletto superiore provinciale. Percorse tutta la provincia di Szabolcs e alcune zone delle province confinanti. Costruì chiese a Fehérgyarmat, Érkeserű, Csenger e Tarcea. Grazie alla sua mediazione, le vecchie chiese cattoliche di Carei e Nyírbakta tornarono di proprietà dei fedeli. Fra Didák ricostruì la chiesa di Bistrița e insediò i frati minori conventuali a Cluj e a Szeged.

Nel 1725 fece un viaggio nella valle del fiume Sajó e fu colpito dal deterioramento della fede: non trovò né chiese cattoliche né sacerdoti nella zona. Per questo motivo chiese il permesso al re di stabilire l'ordine a Miskolc, cosa che ottenne nel 1729. In seguito, fece dei viaggi missionari nei villaggi lungo il fiume Tisza. Fra Didák predicava instancabilmente, insegnava il catechismo ed amministrava i sacramenti. Spesso percorse territori in cui dovette farsi missionario nel suo senso più stretto, perché a causa della distruzione turca e la divisione d'Ungheria c'erano alcuni villaggi dove nessuno, da duecento anni, proclamava il vangelo.

Nel 1739, quando Fra Didák stava percorrendo i villaggi della pianura ungherese, cominciò una nuova epidemia di peste nel paese. Per due anni rimase con i sofferenti, confortandoli, sia nello spirito che nel corpo. Questo fu il suo ultimo viaggio missionario. Le sue forze fisiche si esaurirono dopo i trent'anni di lavoro costante, veglia, privazione e camminate. Nell'aprile del 1744 si alzò dal letto e presiedette il capitolo provinciale riunito a Miskolc. Ma alla fine del mese, il 28 aprile le sue forze lo abbandonarono completamente ed il suo cammino terreno terminò.

La biografia di Fra Didák, che già in vita era stato chiamato santo, fu scritta da una sua figlia spirituale, Klára Károlyi. L'ordine sollecitò la sua beatificazione a partire dal 1753. L'inchiesta fu iniziata, ma a causa di diversi ostacoli avanzò molto lentamente. Tuttavia la venerazione di Fra Didák sopravvisse sotto tutte le intemperie della storia e ricevette sostegno in tutte le epoche, sia dal suo ordine che dai vescovi ungheresi. Nel 1974, durante il suo soggiorno presso il collegio Pázmáneum, anche il Cardinale Mindszenty chiese informazioni sullo sviluppo del processo al ministro generale dell'ordine dei frati minori conventuali, Fra Vitale Bommarco. Lui gli rispose in maniera molto dettagliata, esponendo i passi fatti del processo sin dal 1937. La Santa Sede riconobbe la validità dell'inchiesta diocesana il 15 giugno 1990.

Numero di protocollo: 1343

Processo diocesano
Diocesi competente: Diocesi di Eger
Vescovo competente: Arcivescovo Csaba Ternyák
Postulatore:
Processo diocesano:

Processo presso la Santa Sede
Riconoscimento della validità del processo diocesano: 15 giugno 1990
Riconoscimento papale delle virtù eroiche
Riconoscimento papale del miracolo attribuito alla sua intercessione:

Preghiamo per la sua beatificazione!

O Dio uno e trino, glorifica il tuo nome mediante la beatificazione

del tuo Servo fedele, Didák Kelemen, che ti chiediamo umilmente.

Per la sua intercessione celeste benedica i nostri affari quotidiani

e concedici la tua grazia perché possiamo ottenere la felicità eterna

seguendo il suo esempio nell'esercizio della fede viva e dell'amore sacrificato del prossimo.

Per il nostro Signore Gesù Cristo. Amen. 

(Fonte: http://www.katolikus.hu)

Si pregano coloro che ottengano delle grazie per mezzo della sua intercessione di inviarne comunicazione all'indirizzo di sotto:

Ufficio dell'Arcivescovo di Eger
3300 Eger, Széchenyi u. 1.

Ulteriori informazioni:
http://www.katolikus.hu/szentek/1113-202.html